Un vero balcone al cospetto delle Grandes Jorasses, con una stupenda visione anche sul Monte Bianco, in uno degli angoli più suggestivi della Val Ferret: il Rifugio Bonatti.

  • Partenza: Lavachey – Planpincieux
  • Segnavia: 28
  • Durata: 1,30h
  • Dislivello: 400 mt
  • Altitudine: 2025mt

    Foto di Marco Gabbin

    Descrizione:

    Il rifugio, una grossa struttura in pietra e legno, è intitolato a Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, nonchè grande amante del Monte Bianco.
    A Lavachey si parcheggia in uno degli spiazzi adibiti a parcheggio, e si prende un ponticello di legno all’ingresso del bosco.
    Da qui si segue il sentiero 28 che risale il bel bosco di larici, con interessanti scorci sulle Grandes Jorasses. Arrivati al bivio per Sécheron – Val Arminaz, si devia sul sentiero a sinistra, fino a raggiungere l’area aperta in vista del rifugio.
    In inverno si parcheggia a Planpincieux, si costeggia la pista di fondo e si raggiunge la località Lavachey, seguendo poi l’itinerario estivo.

    Composizioni fotografiche

    Il rifugio si presta a svariate possibilità di scatto: il colpo d’occhio sul gruppo del Monte Bianco, ed in particolare sulle Grandes Jorasses e il bacino del Frebouze, è davvero meraviglioso.
    Basta salire di poco sopra il rifugio, toccando gli alpeggi di Malatrà Damon (100mt sopra il rifugio), magari all’alba, per godere della prima luce sulle cime.

    Foto di Francesco Sisti

    Se si vuole avere una vista migliore sul “Re delle Alpi”, basta comunque anche solo toccare l’alpe Malatrà Desot, a 5 minuti dal rifugio.

    Foto di Alexis Courthoud

    Anche gli immediati paraggi del rifugio comunque regalano suggestioni fotografiche: in tardo autunno la Via Lattea combacia con il Monte Bianco, creando ottime situazioni per la fotografia notturna.

    Foto di Francesco Sisti

    Davvero di grande interesse è la salita al Vallone di Malatrà, che già alle spalle del rifugio mostra l’Aiguille de Bonalex stagliata sullo sfondo, mentre a sinistra incombe il ripido dosso del Mont Chearfière.
    Queste cime vengono toccate dal sole al tramonto, ponendosi come interessanti soggetti.

    Foto di Francesco Sisti

    Proprio due passi nel vallone di Malatrà, oltre che per la luce dell’alba sul massiccio del Monte Bianco, sentiamo di consigliarli vivamente per arricchire l’esperienza escursionistica della zona e lasciarsi suggestionare dalla natura selvaggia di queste combe alla testata della nostra Valle d’Aosta.

    Foto di Francesco Sisti

    Queste zone erano frequentate assiduamente ed amate in altrettanta quantità da quel grande pilastro dell’alpinismo che era, e che sarà sempre Walter Bonatti; il quale, non dimentichiamolo, è stato anche un grande fotografo di montagna e di natura.
    Egli amava il Monte Bianco, la sfida ad armi pari con l’Alpe, la quale più che un duello era un dialogo…
    Sapeva sopportare immense fatiche pur di arrivare in cima, eppure allo stesso tempo aveva imparato anche a rinunciare quando le condizioni o le avversità lo obbligavano.
    Incamminiamoci in queste valli consci del grande valore storico che i passi di Bonatti hanno avuto per l’esplorazione e per la cultura, e facciamoli nostri per lasciarci ispirare quando stiamo per premere il pulsante di scatto…

 

 

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