La primavera invita al cammino, ed esorta gli escursionisti/fotografi a quella contemplazione del risveglio naturale che troviamo nei colori dei fiori, nel cielo toccato dalle cangianti nuvole, sospese nel vento fresco, e nel vedere quelle vette ancora in parte sopite, austere ed imbiancate, in contrasto con la giovane e verde erba dei pascoli…

…Ma se sappiamo avventurarci in silenzio tra i boschi delle vallate valdostane potremo arricchire le nostre esperienze degli incontri con il popolo delle montagne: gli animali.
Tra le variopinte fioriture nelle radure dei boschi pascolano i camosci (Rupicapra rupicapra), timidi e guardinghi…eppure, alla giusta distanza e con misurato rispetto si riuscirà a fotografarli, cercando uno sguardo d’intesa tra noi e loro.

Simbolo del Parco Nazionale Gran Paradiso, lo stambecco (Capra ibex) è meno schivo, e si fa trovare ben in posa sui pulpiti panoramici delle vallate anche al di fuori dei confini del parco. Le femmine con i cuccioli dell’anno scendono ogni tanto a valle, mentre i maschi si lanciano in sfide a colpi di corna; grazie alla loro indole abbastanza calma e all’abitudine nel frequentare luoghi rocciosi ed ameni possono diventare ottimi soggetti per i nostri scatti, se siamo bravi ad “ambientare” correttamente il soggetto.

Un facile incontro, rapido e spesso troppo fugace, è quello con la volpe (Vulpes vulpes): solo con pazienza e fortuna potremo far tesoro di uno scambio di occhiate tra i nostri teleobiettivi ed i selvatici occhi dello scaltro predatore. Forse proprio la sua effimera presenza, al confine tra il bosco ed i villaggi ancora silenziosi, incarna perfettamente lo spirito della fotografia faunistica nella primavera alpina.

…e mano a mano che i giorni passano, diventerà sempre più frequente ascoltare l’acuto fischio della marmotta (Marmota marmota), il cui lungo letargo invernale giunge ormai al termine: usciranno timide dalle loro tane, e magari resteranno un poco stupite nel trovare ancora tanta neve dopo un asciutto inverno! Meno attive in questi primi giorni di risveglio, si palesano ottimi soggetti tra le praterie ancora innevate in quota.

La nuova stagione porta maggior movimento di fauna, e nulla sfugge agli attenti e precisi occhi dell’aquila reale (Aquila chrysaetos), dominatrice dei cieli nelle vallate.
Se prestiamo anche noi la dovuta attenzione ai movimenti della fauna che ci circonda potremo individuare le rotte del suo volo, catturando il fluente movimento mentre sfrutta le correnti ascensionali.

Saper ben immortalare la fauna alpina vuol dire sobbarcarsi il peso di un teleobiettivo, oltre alla normale attrezzatura fotografica; ma, sopratutto, vuol dire calarsi un poco tra i nostri istinti primordiali carpendo i segni disseminati nell’ambiente.

…E ad ogni nostro scatto non pensiamo solo alla fotografia fine a sè stessa: sensibilizziamo il nostro cuore, rispettando lo spazio vitale degli amici animali e considerando che, magari, una nostra foto può avvicinare un pò di più chi la osserva alla salvaguardia dell’ambiente e del popolo delle montagne.
…e se volete trovare la giusta ispirazione, frugate tra le foto presenti QUI, nell’archivio di Aosta Panoramica!