Pietre di duro gneiss e di granito, ma anche malta e calcestruzzo: materiali da costruzione antichi che hanno attraversato i secoli, e in una Vallée così ricca di acque, torrenti e cascate, i nostri avi hanno fin da subito capito l’importanza di costruire vie di comunicazione resistenti e funzionali…ma non solo!

Foto di Marco Monticone

I meravigliosi ponti della Valle d’Aosta, se impariamo a osservarli bene, li scopriremo interessanti soggetti fotografici, perle del paesaggio rurale valdostano.
Alle porte della Valle d’Aosta ci troviamo sul meraviglioso ponte romano di Pont-Saint-Martin: simbolo del paese a cui dona il nome, si trova poco a monte della confluenza del torrente Lys con la Dora Baltea.

Foto di Marco Monticone

Imponente opera, datata al I° secolo A.C., è una vera icona fotografica che porta con sè le leggende legate a San Martino e al Diavolo, battuto in astuzia dal santo il quale gli fa costruire il ponte lasciandolo a bocca asciutta: mito rievocato con un fantoccio dalle diaboliche sembianze messo al rogo appeso all’arcata del ponte, durante la fiaccolata del martedì grasso. E’ questo un suggestivo momento per immortalare la scenografia del ponte, arricchita da giochi pirotecnici.

Risalendo di un poco la Valle di Gressoney giungiamo a Lillianes: tra le belle case dal sapore medioevale scorgiamo un vero pezzo unico della Valle d’Aosta, ovvero il ponte a quattro arcate che porta alla chiesa parrocchiale di San Rocco.

Foto di Francesco Sisti

Imponente ed elegante allo stesso tempo, merita una sosta fotografica magari proprio sotto le arcate, assaporando le tumultuose acque a cui la costruzione resiste fin dal 1733.
Giungiamo al capoluogo della regione, sfioriamo la Riserva Naturale Tsatelet e approdiamo a Porossan, località Chiou: qui il ponte acquedotto di Grand Arvou si palesa come “uno dei più bei monumenti che ci abbia conservato il Medioevo“, citando l’Abbè Henry.

Foto di Alexis Courthoud

La muratura in malta e il tetto in lose donano ancora più unicità a questa struttura, massiccia e ancora in uso per trasportare le acque del Ru Prévôt: ambientare per bene nelle nostre fotografie questo particolarissimo ponte, è d’uopo!

Scavalchiamo la Dora e poco sopra Aymavilles un altro ponte acquedotto porta al paese di Pont d’Ael: una grandiosa opera in muratura e blocchi di pietra da taglio, risalente al 3 A.C., che diventa icona del pittoresco paesello alle porte della Valle di Cogne.

Foto di Marco Monticone

Davvero un soggetto particolare, valore aggiunto alle fotografie che possiamo scattare alle porte della celebre vallata del Parco Nazionale Gran Paradiso.

Seguendo il corso della Dora giungiamo ai piedi del Monte Bianco presso Prè-Saint-Didier, villaggio che ha intrecciato il suo destino a doppio filo con le acque: le famose terme e l’impressionante orrido scavato dalla forza della Dora di Verney.

Foto di Alexis Courthoud

Se ricerchiamo il punto dove sgorgano le celebri acque termo-minerali, superato di poco il vecchio edificio delle terme si tocca questo delizioso ponte in pietra ad un arcata: passaggio obbligato ed elemento antropico unico in questo scenario di forza naturale, ed anche suggestiva location per fotografie ricercate.

Foto di Gaetano Madonia

Facciamo nostra la storia della Vallée, anche attraverso l’ascolto di queste antiche pietre così importanti per unire le tante sponde tra le vallate valdostane.
Nel frattempo traiamo ispirazione da questo tema comune, studiando le fotografie dei ponti valdostani QUI, dall’archivio di Aosta Panoramica!