Siamo nel pieno dell’autunno, ed i larici mostreranno le loro dorate chiome ancora per poco, anche grazie alle recenti nevicate..
Le giornate corte sono una gioia per gli occhi dei fotografi attenti al paesaggio: i raggi del sole radente si alternano alle ombre, creando splendidi contrasti, regalando quel pizzico di esclusività ai momenti vissuti tra i monti. E tra le tante escursioni in Valle d’Aosta occupa un posto speciale nel cuore degli appassionati e dei “cacciatori di immagini” il bucolico lago d’Arpy.

Foto di Francesco Sisti


La facilità del percorso e la bellezza assoluta dell’ambiente, sospeso tra i boschi di Morgex e le selvagge cime incuneate verso la valle de La Thuile, regalano scorci ben noti a tutti, che proprio nella stagione autunnale mostrano l’armonia generata tra il colore dei larici e le acque del lago, la vista splendida sul Dente del Gigante e le Grandes Jorasses contrapposta alle pietraie solitarie della Becca Pougnenta ed il Mont Colmet.

Foto di Gabriele Prato

La caratteristica orogenesi glaciale ha plasmato la conca, anticipata da vasti lariceti dorati tra cui un pacifico sentiero porta in breve tempo (circa 40-50 minuti di cammino) dal Colle San Carlo alla splendida piana che ospita il lago.

Foto di Gabriele Prato

E pensare che qui, fino a meno di un secolo fa, era attiva una fiorente attività estrattiva di antracite, trainante per l’economia di La Thuile, quando la compagnia Cogne-Ansaldo, proprietaria delle concessioni minerarie, nel 1929 costruì la linea ferroviaria Aosta – Pré-Saint-Didier con un un tunnel proprio sotto al Colle San Carlo. Il minerale veniva estratto dalla miniera di Berrier sul Plat e giungeva a Morgex su un binario in galleria, poi spedito agli stabilimenti di Aosta tramite ferrovia.

Foto di Gaetano Madonia

Giunti al lago la bellezza del luogo merita una sosta: contemplando il paesaggio e la pace infusa dalla natura sembra difficile pensare che, tra queste montagne, la follia umana ha vissuto momenti di forte tensione…

Foto di Gaetano Madonia

Salendo al Colle della Croce si trova, proprio al valico, il ricovero Tenente Brunet, assieme ad alcune piccole fortificazioni, mentre per gli alpinisti diretti al Mont Colmet una sosta è d’obbligo al ricovero Tenente Chabloz oppure, lungo la via più impegnativa dal Colle della Croce, presso il ricovero Tenente Ticchioni.

Foto di Gaetano Madonia

Piccoli avamposti creati dopo la breccia di Porta Pia (1870), dove i rapporti con la Francia divennero assai tesi, portando l’esercito Italiano a fortificare la linea della frontiera nord-occidentale.
Con la prima guerra mondiale si potenziarono questi avamposti, ed ancor più con l’arrivo del secondo grande conflitto: il vallo alpino voluto da Mussolini era ancora lungi dall’essere terminato , e nel 1942 i progetti di queste fortificazioni in quota vennero interrotti.

Foto di Gaetano Madonia

Oggi queste storie e le loro vestigia restano muti testimoni di anni bui: guardiamo la luce che impreziosisce il bosco e dipinge le placide acque del lago d’Arpy, pensando un poco anche a questi aspetti della nostra storia. Ciò che è stato rende ancor più preziosa la meravigliosa pace che tantissimi escursionisti possono oggi respirare in questa celebre conca.
Ed ora, conosciamo anche alcune importanti vicende storiche che hanno segnato il territorio: un motivo in più per ammirare il lago d’Arpy sotto una nuova luce!

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