La primavera: una stagione in cui si può tornare ad assaporare la bellezza dei colori tra i pascoli alpini, e dove le vette ancora imbiancate di neve diventano scenografia per lo spettacolo del risveglio della natura!
Colore e risveglio…dove possiamo trovarli entrambi, se non nei delicati fiori alpini?
Vediamo come fotografarli al meglio!

Foto di Gaetano Madonia

Ci sono molte tecniche che possono essere applicate alla fotografia della flora: la macrofotografia, avvalendosi di obiettivi adatti, consente di ottenere stupende immagini che ci catapultano nei dettagli del fiore.
Ma quali obiettivi utilizzare? E quali tecniche? …scopriamole insieme!

Foto di Alexis Courthoud

Un obiettivo macro solitamente è un obiettivo a focale fissa, con una capacità di ingrandimento 1:1. Questo valore identifica il rapporto tra la dimensione reale del soggetto inquadrato e la sua dimensione sul sensore, ovvero nell’immagine catturata.
Ad una certa distanza avremo quindi il soggetto della stessa dimensione in cui lo vedremo dal vero, e negli obiettivi macro, studiati appositamente, questa distanza è molto bassa (per un 105mm di solito si aggira attorno ai 14cm; i valori sono forniti dalle case costruttrici, e variano da obiettivo a obiettivo).
Hanno una lunghezza focale dai 50mm in su, ma normalmente lo standard si aggira attorno ai 100mm: una lunghezza focale maggiore significa che si può avere lo stesso ingrandimento restando ad una distanza sufficiente a non disturbare eventuali soggetti (farfalle, piccoli rettili, insetti), ma nel nostro caso ci torna utile per isolare al meglio un elemento come un fiore, offrendoci maggior profondità di campo e, con essa, la possibilità di “isolare il soggetto”.

Foto di Marco Monticone

A volte però è bello non lasciare un solo fiore isolato, ma catturarlo nel fotogramma assieme ad altri: il richiamo delle tinte, come il bianco di questi crocus (Crocus vernus), crea quasi una texture che sfuma nello sfondo, regalandoci la sensazione di immergerci nel prato fiorito…

Foto di Marco Monticone

A volte per “tuffarci” nei colori di una ricca fioritura, come questi bei rododendri (Rhododendron ferrugineum), basta trovare il giusto punto di osservazione e la giusta luce: utilizzando un obiettivo grandangolare, prestando attenzione alla composizione, si può catturare un tappeto fiorito nel suo insieme: teniamo sempre un occhio alla corretta scelta della profondità di campo, per avere tutti gli elementi principali a fuoco.

Foto di Alexis Courthoud

Quando il paesaggio è fortemente caratterizzato dalla tipicità delle sue montagne, come il panorama nei pressi del rifugio Vittorio Emanuele in Valsavarenche, dove troneggiano il Ciarforon e la Becca di Monciair, allora possiamo optare per donargli una personalità ancor più accentuata grazie alla presenza delle fioriture: come in questo caso, componendo la scena di un bel mazzolino di Viola di monte (Viola calcarata).
La composizione, come nel caso precedente, deve essere assai precisa: l’elemento floreale e le montagne sullo sfondo devono avere lo stesso peso nel fotogramma, e questo avviene anche scegliendo una profondità di campo adeguata.

Foto di Gaetano Madonia

A volte invece la peculiarità del fiore deve prevalere sullo sfondo, pur magari restando – quest’ultimo – come elemento di “suggerimento” dell’area di fioritura.
E’ il caso di questo bellissimo Giglio martagone (Lilium martagon), un fiore non rarissimo ma assai particolare e protetto, che si erge dai pascoli verso il Rifugio Benevolo, ai piedi della Granta Parei in Val di Rhêmes: la mole della caratteristica vetta resta riconoscibile anche se fuori fuoco, mentre il peso maggiore del fotogramma è occupato dalla deliziosa fioritura.
In una scelta compositiva del genere possono tornare utili i teleobiettivi a media/lunga focale (da 200mm in su) o anche i tele a focale fissa da “ritratto” (50mm – 85mm): con un diaframma molto aperto si riesce a donare la giusta sfocatura agli elementi di sfondo, centralizzando la vista sul primo piano.

Foto di Alain Ghiglione

…cosa sarebbe il mondo senza i fiori?
Così belli che anche gli uccelli si posano tra di essi senza eclissarne l’eleganza!
Sono come un piccolo, numeroso coro che canta la melodia della primavera…accompagnandoci fino all’estate in un tripudio di colori!
Impariamo a valorizzarli al meglio durante le nostre fotografie alpine…proprio come avviene QUI tra le fotografie dei fiori della Valle d’Aosta presenti nel nostro archivio!
Buona visione!

 

 

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