Le giornate si stanno allungando, la primavera pian piano ci porterà all’estate, e il sole splende sempre più in alto…rendendo più breve la durata e la “qualità” di quella luce bassa che ci delizia in inverno!
Ma possiamo facilmente regalare un tocco in più alle nostre fotografie, se sappiamo sfruttare bene il controsole…e vi regaleremo qualche consiglio!

Foto di Gaetano Madonia

Il sole genera luce, e con la luce si propaga nell’ambiente anche il colore e le sue infinite sfumature.
Spesso, ed è un luogo comune nella fotografia, ci viene detto: “no, non scattare qui che sono in controluce“; ebbene, credo sia una delle cose più mortificanti per un fotografo! Questo perché scattare in controluce e ancor meglio in controsole ci permette di ottenere effetti particolari ed unici, nonchè generare un elemento in più sul nostro fotogramma: un elemento originale che spesso risolve un immagine – magari – “banale” o comunque inflazionata.

Foto di Gabriele Prato

E’ proprio così: due scialpinisti sulle nevi del ghiacciaio del Grand Etret (Valsavarenche), ben immersi tra le montagne…uno scenario perfetto ma un immagine – se vogliamo – inflazionata.
Eppure avere il sole proprio di fronte a noi, immortalandolo con i suoi raggi, regala alla fotografia davvero quel tocco un più che la rende speciale ed enfatizza l’atmosfera del momento.
Come si ottengono i classici “raggi del sole” nella fotografia?

Foto di Gaetano Madonia

Come possiamo vedere nell’immagine di cui sopra, scattata ad Aymavilles prima dell’alba, i cosiddetti raggi li possiamo ottenere anche con le luci artificiali: ogni sorgente luminosa può farci ottenere questi raggi, purchè scattiamo con un diaframma sufficientemente chiuso e la fonte di luce sia sufficientemente piccola.
Non c’è un valore fisso di diaframma: si può dire però che valori a partire da f/16 fino a f/22 ci consentono di essere sicuri, ottenendo l’effetto voluto.

Foto di Francesco Sisti

Il numero di raggi dipende dal numero di lamelle che compongono il diaframma: per lamelle si intende quegli elementi che, disposti a “ventaglio inverso“, chiudono l’apertura del sistema ottico della nostra fotocamera, ovvero il sistema lente-sensore.
La forma e il numero di lamelle dovrebbero rendere il profilo del foro in cui passa la luce il più simile possibile ad un cerchio; di solito un numero di lamelle inferiore a 10 tenderebbe a creare forme poligonali. La forma del foro si vede nei punti luce fuori fuoco, ovvero i cosiddetti flare che spesso compaiono e disturbano l’immagine finale.
Un numero di lamelle pari genera lo stesso numero di raggi (Esempio: 6 lamelle = 6 raggi), mentre un numero dispari di lamelle genera un numero di raggi doppio (Esempio: 9 lamelle = 18 raggi).

Foto di Gaetano Madonia

Un piccolo “trucco” per avere una stellina del sole il più delicata possibile, e con meno flare a disturbare, è quello di frapporre tra noi ed il sole, se l’ambiente e ce lo consente, elementi che fungano da filtro.
Qui al laghetto di Pellaud in Val di Rhêmes i larici autunnali che circondano il punto di scatto diventano un filtro naturale: si può così “contenere” la dimensione della stellina del sole, concentrando i raggi ed evitando così i flare nei punti fuori fuoco.

Foto di Gaetano Madonia

Ovviamente scattare con diaframmi chiusi farà entrare meno luce a toccare il sensore, con la conseguenza di utilizzare tempi di scatto lunghi.
E’ pertanto consigliabile utilizzare un comando di scatto remoto, e avere sempre con sè un ottimo cavalletto; questo anche perché diventa importante utilizzare valore di ISO bassi, il più possibile: una ISO bassa consente di avere una stella più piccola e nitida, nonchè di evitare rumore digitale che potrebbe insorgere, in fase di post produzione, mentre ovviamo alle condizioni di scarsa luminosità.

Foto di Alexis Courthoud

Come sempre dobbiamo fare molta attenzione all’istogramma: gestire correttamente i bianchi nella foto, avere un grafico tendente a destra senza comunque bruciarli e scattare in modalità spot o semi-spot può fare la differenza nelle situazioni di controsole, dove il contrasto luce-ombra è decisamente alto.

Foto di Francesco Sisti

Il sole, fonte di luce e di vita: dietro alla luce del sole si cela sempre l’ombra…
I contrasti fanno parte del gioco della fotografia, per cui non possiamo non prescindere dal significato originario del termine: luce (φῶς – phôs) e grafia (γραφή – graphè), ovvero “scrivere con la luce“…
Impariamo a giocare con la luce diretta del sole e con le ombre che genera, per donare alle scene che andremo ad immortalare quel tocco di vita e di emozione che le rende speciali: proprio perché andremo, in un certo senso, ad esplorare le luci e le ombre dentro al nostro animo.
Pensiamo anche a questo lato artistico, dopo aver ben appreso le nozioni tecniche…e dopo ovviamente aver visionato QUI le fotografie controsole dall’archivio di Aosta Panoramica!

 

 

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