La sveglia suona presto…ma subito partiamo celeri all’aperto, per cercare di cogliere le primissime luci, le infinite ed effimere sfumature sui monti, il raggio di sole che dà il via al nuovo giorno…
E’ questa la ricerca dell’alba, “croce e delizia” di noi fotografi paesaggisti!
Vediamo qualche consiglio su come vivere e realizzare al meglio la propria “alba valdostana“!

L’alba è, da sempre, un momento che porta con sè un fascino arcaico, profondo: un evento che viene perpetuato ogni giorno, eppure appannaggio di pochi, specialmente trovandosi nell’ambiente naturale, e a maggior ragione in montagna.
Chi frequenta la Valle d’Aosta e la montagna in generale, conosce sicuramente la gioia di assistere al sorgere del sole: cogliere l’attimo in cui il primo raggio dell’astro nascente illumina l’atmosfera, toccando una vetta con i suoi riflessi dorati, è un esperienza che segna le giornate passate nei rifugi in quota, ma anche la vita di chi resta nel fondovalle.

A volte il fascino di un alba lo si può trovare anche negli attimi di poco precedenti al sorgere del sole, come in questa bella prima luce sopra Fenis: dietro alla linea dell’orizzonte i primi raggi colorano le nuvole, donando loro calde tinte che contrastano fortemente con il fondovalle in ombra.
Una situazione in cui ponderare bene la scelta di dove effettuare la misurazione dell’esposizione: meglio sovraesporre di 1 o 2 stop le parti illuminate per avere un illuminazione naturale per la parte in ombra, recuperando un poco la luminosità in fase di post produzione.

L’utilizzo di filtri fotografici GND (Graduated Neutral Filters) aiuta molto in questi momenti di forte contrasto: il sole arrossisce la sommità del Ruitor in Valgrisenche, e grazie al filtro possiamo bilanciare correttamente l’esposizione sul torrente nel primo piano, donando equilibrio alla scena senza perdere la luminosità dei colori.
Anche utilizzando un filtro bisogna comunque scegliere bene dove effettuare la misurazione esposimetrica: la parte più luminosa dell’immagine deve sempre essere leggermente sovraesposta per ottenere il giusto bilanciamento nel risultato finale.
Ovviamente diventa di fondamentale importanza avere con sè un solido treppiede.

Il Monte Bianco è un soggetto che si presta assai bene ad essere immortalato nell’alba, dato che il suo versante sud guarda proprio alla Valle d’Aosta.
Cogliere le primissime luci del giorno, nel fascino dell’aurora, può offrirci l’occasione di effettuare scatti particolari, anche grazie alla migliore scelta compositiva che andremo a fare sul campo: cerchiamo di esprimere la gioia, la nostra personalità o quella dei nostri compagni di avventura, per rendere personale la propria fotografia dell’alba!

A volte esprimere proprio una personale interpretazione del momento può davvero regalare quel tocco di originalità in più alla nostra fotografia: in vetta alla Grande Tête de By, dinanzi alla mole del Gran Combin illuminato dal primo sole d’estate, l’espressione della gioia della vetta nel panorama d’alta quota all’alba offre l’opportunità all’osservatore di calarsi nell’attimo in modo pienamente emozionale.

Inserire l’elemento umano in una scena piena della luce, dell’ombra e dei colori dell’alba, vuol dire mostrare attimi carichi di enfasi: trovare l’armonia giusta nella scena vuol dire imparare a giocare con i contrasti, dividendo il fotogramma tra la luce ed il colore acceso, e le parti in ombra, che possiamo sfruttare, a livello compositivo, a nostro vantaggio.

Ed è proprio il colore che rende speciale l’alba, quell’oro riversato sulle cime a piene mani che rende speciale il momento del primissimo mattino.
Bisogna stare ben attenti, però, alla rapidità di questi attimi: possono bastare una manciata di minuti a far scomparire tutto.
Facciamoci sempre trovare pronti, studiando per bene le location, l’inquadratura giusta ed i soggetti: come questa stupenda carrellata di vette, dalla Grivola ed il Gran Nomenon alla Bioula, la Becca di Tos, il Ruitor ed il Mont Paramont, ammirati da Vetan.

“La fortuna aiuta gli audaci”, come spesso si dice…e trovarsi in alta montagna, come in questa suggestiva alba vista da sopra il Rifugio Benevolo in Val di Rhêmes, con le nuvole giuste e la luce giusta, può permettere di realizzare fotografie dal fascino pittorico e teatrale: diamo molta importanza al peso degli elementi presenti nella scena, collocandoli nel punto giusto del fotogramma. Anche in questo caso la composizione, oltre che la corretta esposizione della foto, collaborano con la fortuna per la realizzazione di belle immagini.

In fin dei conti, ogni nuovo giorno è sempre un nuovo sentiero: percorriamolo al meglio, dando la giusta importanza proprio al suo inizio!
Imparando ad apprezzare il sole fin dai suoi primi raggi della giornata, possiamo davvero dare un nuovo significato, rinnovandolo di volta in volta, al succo stesso della nostra passione: scrivere con la luce.
La bella stagione è ormai iniziata, e possiamo scegliere dove andare a scattare le nostre fotografie dell’alba (imparando anche a realizzarle al meglio) guardando gli scatti del primo mattino proprio QUI, sull’archivio di Aosta Panoramica!

 

 

 

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