Una delle maggiori aspirazioni del fotografo di montagna è catturare la luce migliore sulle creste e nel cielo, ed i momenti prediletti sono sicuramente l’alba e il tramonto.
Bisogna però scegliere bene le vallate, il punto dove scattare e – ovviamente – come fotografare!
Facciamo un “tuffo” là, dove il giorno muore accarezzando le cime…il tramonto!

Foto di Gaetano Madonia

Il sole scende rapido creando il crepuscolo, e spesso ci affaccendiamo per riuscire a catturare ogni momento buono, catturando ogni sfumatura: le montagne e l’ambiente che le circondano, compreso il cielo, possono diventare un soggetto davvero suggestivo grazie alla luce radente del sole al tramonto!
Scegliere però la giusta location è fondamentale: come sapete il sole tramonta ad ovest, quindi imparare a destreggiarsi nella geografia valdostana può davvero fare la differenza tra uno scatto mediocre ed un immagine che non si dimentica.
Tra le cime più celebri della Vallée sicuramente vi è il Monte Bianco: esso cattura la luce dell’alba, ma il tramonto si nasconde dietro la sua mole. Per enfatizzare questo momento si deve puntare alla location giusta, come il Lac Checruit da cui, giocando con i colori estivi specchiati nel piccolo bacino, si riesce a dar risalto ai raggi solari che accarezzano la mole del massiccio.

Foto di Gabriele Prato

Un massiccio montuoso che invece si palesa perfettamente orientato a lasciarsi toccare dal tramonto è il Gran Paradiso, se visto dalla Valsavarenche; anche qui si possono scegliere alcuni specchi d’acqua davvero suggestivi per donare alla scena la giusta armonia, tra cui l’appartato lago a Plan Borgno.
Ad inizio estate, grazie alla vicinanza con il clima più umido del Piemonte, possiamo trovare nuvole serali che impreziosiscono il paesaggio: bisogna scegliere con accortezza in che punto del fotogramma misurare l’esposizione, per evitare di avere luci troppo “bruciate” o un primo piano troppo scuro.
Ricordiamo sempre che è sempre meglio tenere l’immagine leggermente sovraesposta: se analizziamo l’istogramma di un file raw, vedremo che la maggior parte delle informazioni si trova nel lato destro del grafico, ovvero dove sono locati i “bianchi”.
Questi poi possono essere recuperati facilmente in post produzione, senza produrre fastidioso “rumore digitale”.

Foto di Alexis Courthoud

Se restiamo nel regno del Gran Paradiso possiamo effettuare la bella salita al Rifugio Chabod, da cui si può contemplarne i versanti nordovest.
Se attendiamo le ultime luci, magari tra inverno e primavera quando la neve ammanta ancora abbondantemente le pieghe rocciose della montagna, potremo apprezzare le sfumature rosate del tramonto sull’unico “4000” interamente italiano.

Foto di Gabriele Prato

Oltre alle forme dei monti, catturare le infinite sfumature del tramonto si rivela un aspetto importante per realizzare uno scatto che sappia davvero emozionare.
Anche qui scegliere un bacino lacustre adagiato tra i monti può davvero fare la differenza, come il Lac Leysser, facilmente raggiungibile da Saint-Nicolas: l’acqua diventa canovaccio su cui il sole tinge una moltitudine di colori, e gli scenari aperti lasciano fuggire lo sguardo alla vastità del cielo impreziosito dal fascino del giorno che muore.
Saper trovare uno spazio aperto senza “ostacoli” o quinte troppo chiuse permette di utilizzare il grandangolo, enfatizzando le linee delle velature nel cielo serale .

Foto di Alexis Courthoud

A volte basta restare in città, ed aguzzare la vista: scrutiamo il cielo e leggiamo bene le previsioni meteorologiche, per riuscire magari ad anticipare qualche condizione ideale per trovare lo scatto giusto!
La città di Aosta può offrire molti spunti, grazie alle numerose vestigia del periodo romano: la scelta della composizione diventa fondamentale, così come saper giocare di rimando tra le tinte calde del tramonto e le pietre antiche che compongono gli edifici del capoluogo.

Foto di Marco Monticone

Tramonto vuol dire anche meno luce: la nostra fotocamera si troverà a dover scattare con un tempo di esposizione maggiore al normale. Un cavalletto diventa così fondamentale, anche per “obbligarci” a trovare una composizione corretta e bilanciata.
Misurare l’esposizione del primo piano e dei colori accesi sullo sfondo spesso è difficoltoso, ma l’utilizzo di filtri fotografici digradanti si rivela ideale proprio in queste situazioni di forte contrasto.

Foto di Francesco Sisti

Quando il sole è praticamente sceso dietro la linea dell’orizzonte, gli ultimi riflessi tenui nell’atmosfera divampano in tutta la scena, creando quel momento che viene comunemente chiamato “ora blu“.
E’ una fase molto suggestiva, in cui si è a cavallo tra notte e giorno.
In inverno in particolare la luce si diffonde molto nell’ambiente, grazie alla neve che riflette la fievole colorazione del crepuscolo; se ci troviamo tra le vie di un pittoresco paese di montagna possiamo giocare proprio tra i colori freddi dell’ora blu e le tinte calde dell’illuminazione artificiale, enfatizzando la dominante “fredda” del momento.

Foto di Alexis Courthoud

Rientreremo così nelle nostre case carichi di suggestive fotografie dedicate a questo magico momento che precede la notte!
Ma prima di chiudere il cavalletto e riporre nello zaino la nostra fotocamera, regalatevi un pò di ispirazione, guardando ancora qualche scatto di tramonti valdostani tratti dal nostro archivio cliccando proprio QUI!

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